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lunedì 25 marzo 2013

L'evoluzione del timbro vocale

DOMANDA: DA COSA DIPENDE IL COLORE DI UN TIMBRO VOCALE?

Introduzione

Il timbro è quella speciale qualità del suono che permette di distinguere uno strumento da un altro a parità di altezza ed intensità. Esso dipende dalla natura del corpo che emette il suono e dalla forma delle vibrazioni emesse. Ogni singola nota viene sempre accompagnata da una serie di suoni subordinati che, amalgamati al principale, risultano impercettibili al nostro orecchio: questi suoni, detti suoni concomitanti o armonici, sono responsabili della diversificazione di un particolare timbro determinandolo in base alla loro quantità e al modo in cui si combinano tra di loro. Di fatto, gli strumenti che producono un numero scarso di armonici sono caratterizzati da suoni poveri di colore. Se, invece, la nota fondamentale è accompagnata da molti suoni concomitanti il timbro sarà caldo e rotondo: al contrario, se prevalgono gli armonici acuti e mancano i primi il timbro sarà aspro e stridulo.
Nel jazz il timbro di solito è il parametro meno analizzato: eppure è la caratteristica che più di ogni altra permette al non iniziato di riconoscere qualcosa come afferente o meno all’espressione musicale jazzistica. La prima causa della confusione tra il jazz più autentico e i suoi derivati commerciali è che quest'ultimi impiegano lo strumentario e la timbrica propri del jazz. Perfino compositori come Stravinsky, Milhaud e Ravel negli anni Venti del Novecento fecero l'errore di considerare ingredienti unici del jazz la strumentazione e la sonorità trascurando l'inflessione e l'improvvisazione. La sonorità tipica del jazz, invece, si può far risalire direttamente al canto e indirettamente alla parlata e al linguaggio dell’Africa centro-occidentale. Più ci allontaniamo dal nucleo della tradizione africana, più ci allontaniamo dall'originaria concezione della sonorità jazz.
La parlata, il canto e l'esecuzione musicale africani sono caratterizzati tutti da un tono aperto e naturale. In ciò appaiono più vicini alla tradizione europea e occidentale che a quella islamica, contraddistinta da suoni sottili, nasali e oscillanti. La musica islamica si riconosce nella vocalità nasale e stridula: nel suo strumentario, analogamente, dominano le ance doppie e gli strumenti a corda. Ecco una ragione sostanziale per cui strumenti come oboe, fagotto e gli archi più acuti non hanno facilmente trovato posto nel jazz. Lo strumentario africano rispecchia le caratteristiche della parlata africana: lo si sente nelle risonanze profonde dei corni d’avorio, nei timbri penetranti dello xilofono e della marimba e perfino nel colore scuro della voce del flauto.
L’identificazione tra voce e strumenti delle popolazioni dell’Africa centro-occidentale era, ed è ancora, così determinante da aver portato all’africanizzazione di strumenti a loro estranei come quelli dell’area sub sahariana, ovvero alla modifica di questi strumenti in modo da rendere il timbro più simile a quello della parlata africana modificando forma, dimensioni dei risuonatori o aggiungendo sonagli e sordine.
Il carattere africano del timbro jazzistico si percepisce, inoltre, nell’individualità e nella personale inflessione del musicista che pratica questa musica. L’energia e la forza comunicativa del jazz stanno nella ricerca di un approccio personale ed originale che, conseguentemente, andrà a caratterizzare il linguaggio di ogni grande musicista di jazz rendendolo riconoscibile, prima ancora che dal fraseggio o dallo stile, dal timbro sonoro.
Anche nel caso della voce umana il timbro, detto anche metallo o tempera, è una sorta di impronta digitale che garantisce la riconoscibilità della fonte di uno stesso suono emesso da due persone diverse. Come per gli altri strumenti il timbro vocale è determinato da due fattori: la sorgente sonora e i risonatori. La sorgente sonora vocale è situata nella laringe, all’interno del tratto vocale, e saranno importanti per il timbro fattori come lo spessore e le dimensioni delle corde vocali che ostacolano il flusso d’aria tramite la loro adduzione come accade ad un vero e proprio strumento ad ancia. I risonatori, invece, si possono identificare con tutte le cavità situate all’interno del cranio nelle quali i suoni vengono amplificati prima di uscire dalla bocca. Essendo ogni persona unica per conformazione anatomica avrà, di conseguenza, un timbro vocale unico.

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Diversamente dagli altri strumenti, lo strumento voce ha la peculiarità di non essere fisso, ma di potersi modificare nei limiti dettati dal proprio profilo anatomico dando la possibilità al cantante di modellare il timbro di partenza colorandolo a piacimento. Definiamo, dunque, filtri i meccanismi che permettono la capacità di ispessirsi e di inclinare il piano vibratorio delle corde vocali che determinano lo spessore vocale ed il suo meccanismo pieno (M1) o di falsetto (M2); la mobilità delle corde vocali false che se sovrapposte a quelle vere determinano una distorsione del suono iniziale; la possibilità della laringe di muoversi in alto o in basso lungo il tratto vocale scurendo o schiarendo la voce; la capacità di restringimento del colletto della laringe che da penetranza al suono e la mobilità del palato molle che tramite la sua apertura o chiusura determina la nasalizzazione del suono.
L’insieme di tutte queste varianti lascia intendere quanto il timbro vocale sia unico e, contemporaneamente, malleabile diventando l’alleato principe dell’interpretazione artistica, se aggiungiamo a tutto questo che tramite alcune tecniche come il canto armonico (particolare emissione vocale che permette la scissione tra il suono fondamentale e i suoni armonici) e anche l’esercizio vocale in sé è possibile far crescere e maturare il proprio timbro capiamo quanto esso venga sottovalutato e tralasciato nei corsi di canto credendolo immutabile per natura.
Quando si parla di diversità di suoni in base alla tempera spesso si sfocia nella sinestesia definendo una voce calda o fredda, colorata, dura o morbida, evocando immagini o sensazioni eccetera questo è dovuto all’impossibilità di agire coscientemente tramite l’osservazione diretta dei cambiamenti del proprio strumento, nonostante al giorno d’oggi sia possibile farlo tramite la laringoscopia.

Fatta questa premessa e dati gli strumenti per poterci orientare nel mondo del timbro vocale iniziamo il percorso descrittivo dell’evoluzione del timbro jazz partendo dalle sue influenze ed origini fino ai giorni nostri, scopriremo che spesso i cambiamenti timbrici, dovuti sia alle diverse personalità che al diverso modo di gestire i filtri vocali, hanno evidenziato un progressivo distaccamento dal suono pieno e plateale verso uno più intimo ed introspettivo. Il vero protagonista in questo processo di modernizzazione vocale è per l’appunto il timbro.

continua...



RISPOSTA: DIPENDE DAL NUMERO DI SUONI SUBORDINATI O ARMONICI PRODOTTI DURANTE LA FONAZIONE E DAL MODO IN CUI SI COMBINANO TRA DI LORO

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Convalido l'iscrizione a Paperblog sotto lo pseudonimo di leon_green

venerdì 9 novembre 2012

Primi passi 3


Orientarsi tra le tecniche di canto

DOMANDA: Cos'ha in comune il mondo delle arti marziali (qui degnamente rappresentato da kung fu panda) e quello del canto? (la risposta a fine articolo)



In questi ultimi anni stiamo assistendo ad un proliferare di tantissime nuove tecniche (non di arti marziali) ma bensì di canto! Come possiamo scegliere quella più adatta a noi? Quali sono le più valide?

La tecnologia avanza e il metodo scientifico le sta veramente appresso quindi le scoperte che i ricercatori, anche in ambito vocale, stanno portando avanti negli ultimi anni sono considerevoli! 
Va da se che chi ha qualcosa di nuovo da dire cerca sempre di sfruttarlo nella maniera più proficua possibile imbastendo esercizi appositi per valorizzare e canalizzare le proprie scoperte in campo artistico.
Basta fare una rapida ricerca su internet per rendersi conto che ormai i metodi di canto con marchio registrato sono veramente una miriade: dai grandi nomi noti e che spesso organizzano convegni in tutto il mondo a metodi che portano il nome di un cantante sconosciuto ma che comunque si prodiga di dare consigli  su youtube, come capire quali sono i più seri?
Il mio consiglio è quello di iniziare proprio dai più famosi, solitamente sono quelli più seri ma comunque sono da conoscere per poter costruire anche un proprio senso critico riguardo ad una realtà già conosciuta dagli addetti ai lavori. L'errore che solitamente si compie è quello di farsi prendere dall'euforia della prima nuova scoperta e professare al mondo: "IL MIO METODO E' QUELLO GIUSTO E GLI ALTRI SONO SBAGLIATI!" Niente di più falso se pensiamo che l'efficacia di un metodo non si basa tanto sull'aspetto teorico ma su quello pratico e in questo campo non esiste un giusto assoluto, siamo tutti diversi e se un cantante si trova a suo agio con degli esercizi non è assolutamente detto che valga lo stesso anche per gli altri, anzi.
Bisogna semplicemente provarli, dedicarci tempo, a volte anche anni per assimilare gli insegnamenti più complicati, e poi cambiare per tornare magari tornare indietro più avanti nella vita. Ciò che non capiamo oggi potremmo capirlo meglio domani o dopodomani! 
Attenzione poi (soprattutto quando si va a frugare tra le tecniche meno famose) ai metodi-clone, ovvero a quelle metodologie copiate spudoratamente da altre ma dando nomi diversi, ce ne sono moltissime anche su carta stampata; a proposito dei libri sul canto posso dirvi che secondo la mia esperienza è impossibile capire gli esercizi e la linea di pensiero di un metodo senza avere l'esempio e la guida dell'insegnante autorizzato: illustrazioni, spiegazioni scritte, esempi audio e anche in dvd non sono mai completamente esaustivi per il semplice fatto che non sono interattivi, non possono vedere i nostri esempi e non ci sapranno guidare secondo le nostre specifiche personali. C'è da dire però che dare un'occhiata ad un libro può far aumentare la nostra curiosità ma questa deve sempre sfociare in qualcosa di più che la semplice lettura e ripetizione a pappagallo degli esercizi proposti dal manuale.

Diffidate da quei metodi che promettono stravolgimenti radicali della propria voce in pochissimo tempo! Tutto quello che ha a che fare con la voce è sempre un processo lento ma costante, per quanto vedere argomenti come per esempio il passaggio (argomento principe sul quale tutti i metodi vocali hanno la loro visione) possa dare una parvenza di progressione fulminea, ci si renderà presto conto che per portare veramente avanti quel parametro vocale bisognerà dedicarti tanto tempo.
Prendete ciò che è buono PER VOI da ogni metodo, fatevi la vostra scaletta di esercizi, FATEVI UN VOSTRO "METODO" (esattamente come fece il mitico Bruce Lee nelle arti marziali diventando il numero uno proprio perché unico!) che sia personale per le vostre esigenze e i vostri obbiettivi! Siate curiosi, fate domande, partecipate agli eventi e offritevi per fare degli esempi, tutti questi convegni e/o corsi sono a pagamento quindi sfruttateli fino infondo.

Ultima cosa che mi sento di dire, dato che questi corsi difficilmente hanno una continuità costante, è quella di rimanere sempre affiancati da un insegnante di fiducia che alla luce delle vostre scoperte sulle nuove tecniche possa riuscire a integrarle con un percorso più ampio, fatevi sempre accompagnare possibilmente da un insegnante che abbia già compiuto il vostro percorso.

Ricapitolando:
- Siate curiosi e buttatevi 
- Non siate frettolosi e dedicate tempo ad acquisire questi nuovi insegnamenti
- Non mettetevi i paraocchi e studiate con l'umiltà di chi sa che avrà sempre da imparare da fonti diverse
- Attenzione ai cloni
- Non accontentatevi dei manuali
- Fatevi accompagnare dal vostro insegnante.

RISPOSTA: la miriade di tecniche che queste discipline comprendono! 






giovedì 8 novembre 2012

Primi passi 2


Scegliere un insegnante

Dopo aver scelto il proprio percorso (e i propositi con i quali iniziarlo) vediamo in base a quali criteri scegliere il proprio insegnante di canto.
Che appartenga esso ad un circuito più ampio come un'associazione oppure che sia un insegnante privato il modo in cui porsi non cambia.

Consiglio prima di tutto di informarsi tramite internet, cerchiamo la scuola o l'insegnante che ci interessa e cerchiamo una sua biografia, curriculum, siti internet, formazione accademica, progetti artistici ecc... Insomma ogni cosa che ci possa dare un'idea generale di come possa intendere il mondo del canto e come possa trasmettere le proprie conoscenze.
Non facciamo l'errore di basarci solo ed unicamente sul curriculum! La formazione è importante come pure i successi lavorativi ma la cosa principale di un insegnante è la predisposizione all'insegnamento! Infatti bisogna capire che fare il cantante è un LAVORO completamente diverso da quello dell'insegnante di canto, questo non significa che le due cose non possano mai andare assieme ma significa che non è scontato! Pensiamo per esempio alle persone naturalmente molto dotate nel canto, come possono trasmettere insegnamenti che loro per primi non hanno applicato non avendo mai avuto quei problemi vocali da superare grazie alla dote naturale? Anche questo ovviamente non è una legge ma se pensiamo che spesso i grandi campioni non risultano buoni allenatori... 
Forse la caratteristica fondamentale da notare in un insegnante è la curiosità verso la materia che insegna. Più è appassionato e curioso e più riuscirà a portare avanti i propri allievi superando le loro difficoltà da diversi punti di vista cucendo addosso a loro dei vestiti didattici diversi in base alle esigenze di ognuno.

Per capire questo però dovete pretendere di avere un colloquio faccia a faccia. 
Quando lo otterrete preparatevi delle domande scritte da fargli il più possibile concrete, per esempio: come organizzi la lezione? Che argomenti si affrontano inizialmente? Usi un metodo particolare? Quanto dura la lezione e ogni quanto? Cosa devo portare a lezione? C'è la possibilità di registrarla? Come posso far interagire il canto con il mio strumento complementare durante l'anno? I brani da cantare gli scegli tu o io e perché? Che percorso mi posso aspettare il primo anno? Dai la possibilità di cantare con dei saggi? ecc ecc...
Non siate timidi perché un insegnante può essere la vostra fortuna o la vostra rovina, è una guida e come ogni guida se non è in grado di accompagnarci lungo la strada lunga e tortuosa del canto e di farcelo fare con gioia e divertimento finiremo noi stessi con l'odiare questa materia.
Infatti la gioia nel cantare non va mai persa neanche durante lo studio delle cose più tecniche, se questo accade significa che c'è qualcosa che non va! Spesso la colpa è dell'insegnante che non ci stimola nella maniera appropriata quindi siate accorti anche nel capire non solo l'insegnante ma anche la persona con la quale avrete a che fare: come si presenta? Seriosa? Allegra? Vi fa sentire a vostro agio? Il maestro di canto dovrà diventare un vostro confidente perché la musica è un'arte che risveglia le emozioni e il più grande errore che un insegnante può fare è tenerle fuori dall'aula.

Ricapitolando le cose su cui è realmente importante farsi un'idea al primo colloquio con l'insegnante sono:
- Formazione
- Metodo di insegnamento
- Visione artistica del canto
- Tipo di persona

Infine se possibile cercate di ottenere una lezione di prova gratuita, molte scuole oggi le concedono e parlate con più di un insegnante, solo tramite il confronto potrete capire quale sia il più adatto a voi!
Buona ricerca.

continua...