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Visualizzazione post con etichetta Presenza scenica. Mostra tutti i post
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domenica 12 maggio 2013

Ansia VS Presenza scenica 5: Libera la visuale

Eliminare ciò che sta tra chi canta e chi ascolta

Almeno che non stiate facendo musica da sottofondo dove non siete voi i protagonisti della situazione ricordatevi che il contatto diretto col pubblico è fondamentale!
Ogni cosa che ostruisce o anche semplicemente ostacola il contatto visivo tra il pubblico e la vostra figura (presa nella sua totalità) va a danneggiare la comunicazione emozionale.
Ci sono diversi errori che noto anche in situazioni professionali con grande visibilità come i talent show e che si potrebbero evitare con semplicissime accortezze.

  • Sposta il leggio (se proprio ne hai bisogno toglilo da davanti e spostalo di lato, fai in modo che non dia fastidio al pubblico che ti deve guardare e tienilo basso)
  • Sposta l'asta (se decidi di staccare il microfono dall'asta per dare un elemento di novità scenica ricordati di passarci davanti o di spostarla in modo che non dia fastidio al pubblico, non c'è nulla di più fastidioso di guardare un cantante con l'asta davanti alla faccia)
  • Non "subire" il cavo (elemento di enorme distrazione per il cantante è il cavo del microfono, non siate goffi e toglietelo con decisione da davanti ai vostri passi, se invece volete interagirci fatelo ma con sicurezza ricordando che comunque anche questo fattore va a interporsi tra voi ed il pubblico)
  • Non dietro la cassa spia se possibile (se siete dotati di almeno 2 casse spia sul palco cantate stando in mezzo tra le 2, è vero che sono basse ma anche queste non permettono di mostrarvi nella vostra interezza e vi limitano se pensate di inginocchiarvi, sedervi ecc...)

Buona regola quindi avere in mente la traiettoria che tutto il pubblico disegna con gli occhi per guardarvi e sgombrare il palco da tutto ciò che rientra in questo cono, NON LASCIATEVI RUBARE LA SCENA DA DEGLI OGGETTI! ;-)

Date una occhiata alla foto qui sotto per capire qual'è l'area nella quale è preferibile togliere ogni ostacolo visivo.

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sabato 11 maggio 2013

Ansia VS Presenza scenica 4: Gli altri


Prendere coscienza che non si è soli sul palco (se si canta in gruppo)

Nonostante possa essere fonte di grande rassicurazione e abbattimento di ansia spesso si ignora il fatto che, stando sul palco con altri cantanti o musicisti, si può interagire dandosi coraggio l’un l’altro e creando un interplay molto bello da vedere per il pubblico.
Purtroppo questo è un aspetto che non dipende completamente da noi ma anche da chi ci circonda, le dinamiche di gruppo si formano e si consolidano provando e suonando assieme, ma questo non ci vieta di ricercare comunque quello scambio di energia che entra in gioco quando due musicisti sul palco si spalleggiano durante l’esibizione.
Anche qui mi raccomando usiamo il buon senso, esagerare è controproducente e fa sembrare i nostri sforzi ridicoli ma soprattutto la cosa più importante è saper riconoscere i momenti giusti.
Ecco qualche suggerimento per evitare di intralciare gli altri:        

  • Scegli il momento giusto per te (evita di deconcentrarsi in punti difficili della canzone)
  • Scegli il momento giusto per gli altri (interagite quando i musicisti o gli altri cantanti sono più liberi da vincoli tecnici e si possono lasciare andare di più)
  • Coinvolgere gli altri aspettando la loro risposta (come ho detto prima l’interplay scenico nasce da uno scambio di energie, è come un discorso quindi aspetta sempre che chi hai interpellato risponda alla tua sollecitazione senza scappare via altrimenti darai l’impressione di non tenerlo realmente in considerazione)
  • Lascia spazio agli altri (il cantante è sempre il frontman ma questo non gli da il diritto di diventare invadente anzi, lasciare lo spazio ai musicisti soprattutto durante le parti strumentali di poter avanzare ed essere loro di fronte al pubblico da al cantante un momento per riposarsi e la possibilità di essere ancora più d’impatto nel momento in cui tornerà a primeggiare sul palco)
  • Asseconda il pubblico (se il pubblico è particolarmente partecipe all’esecuzione di un musicista cogli l’occasione e presentalo senza indugi lasciandogli il giusto spazio)
  • Ricordati del batterista (purtroppo i batteristi vengono spesso coperti dai cantanti, ricordatevi di loro e spostatevi da davanti, se il palco è stretto potete sempre accucciarvi durante le parti più soft o sedervi nei momenti strumentali)
  • Equilibrio (Date a ognuno il giusto spazio e anche i più timidi inizieranno a reagire e renderanno tutta l’esibizione più coinvolgente)
  • Non escludete il pubblico (ricordate sempre che non siete in sala prove, anche se siete concentrati nell’interagire con un musicista non date le spalle al pubblico e non escludetelo per troppo tempo)

Quindi il suggerimento è vincete la vostra timidezza e andate verso gli altri con misura e con la costante percezione di quello che succede sul palco, siate equilibrati ed alternate sempre momenti di protagonismo a quelli di co-protagonismo a quelli in secondo piano. Le dinamiche durante i live non sono solo quelle musicali perché un concerto è una esperienza e ANCHE L'OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE! ;-)


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venerdì 10 maggio 2013

Ansia VS Presenza scenica 3: Il corpo


    Prendere coscienza del proprio corpo




Altra ovvietà: per essere convincenti sul palco non basta esserlo solo vocalmente, bisogna esserlo anche col corpo cioè con la presenza scenica. Purtroppo però non basta essere semplicemente ... presenti!
Per non fare le belle statuine bisogna innanzi tutto conoscere il proprio corpo e sapere come risulta in situazioni e atteggiamenti diversi visto dal di fuori.
Ricordiamoci poi che l'ansia da concerto ci farà sentire come se pesassimo 1000kg per arto rendendo quasi impossibile ogni tipo di movimento.
Come ovviare a questo problema?

  • Cantare davanti ad uno specchio (durante la preparazione a casa non accontentatevi di riascoltarvi, ma guardatevi allo specchio e cercate di capire cosa va e cosa non va nel vostro modo di interpretare con il corpo la canzone. Per approfondimenti vedi: interpretare il corpo)
  • Riguardatele registrazioni delle vostre esibizioni con spirito critico ma sempre propositivo!
  • Parola d'ordine cambiare postura! (Questa non deve diventare un'ossessione ma anche l'occhio vuole essere mantenuto attento e se non cambiamo mai postura dall'inizio alla fine del concerto avremo come risultato che il pubblico si annoierà. Non serve essere degli acrobati a volte bastano movimenti veramente piccoli per destare curiosità per esempio: cambiare impugnatura del microfono, girare la testa verso un'altra direzione, fare dei passi e porsi in maniera frontale oppure laterale davanti al pubblico ecc...)
  • Alternare atteggiamento (Continuare a saltare come grilli per tutto lo spettacolo oltre a essere un po' ridicolo a mio avviso è anche del tutto inutile: l'occhio si abitua anche a quello! Dobbiamo sempre dare elementi di novità al pubblico, alterniamo quindi momenti di movimento con momenti più statici e solenni, così facendo trasmetteremo emozioni e chiavi di lettura dei brani diversi tra di loro.)
  • Siamo snodabili! (Ricordiamoci che le nostre articolazioni ci consentono di muovere indipendentemente braccia, gambe e testa! Questo significa che possiamo muovere queste parti una alla volta e non tutte assieme per forza sembrando delle piovre impazzite :-) Rivalutiamo i movimenti lenti e armoniosi, danno un'idea di calma e professionalità al pubblico e tengono sempre viva l'attenzione. Alziamo un braccio, facciamo mezzo passo in avanti, lasciamo cadere il braccio, spostiamoci di lato, stiamo fermi...)
  • Movimenti sicuri (Non c'è nulla di peggio che vedere un koala muoversi goffo sul palco :-) per questo prendere coscienza dello spazio prima del concerto è fondamentale)
  • Il microfono non ha la colla (Sia che teniate il microfono in mano ma soprattutto se usate l'asta non rimanete appiccicati o peggio appesi al microfono per tutta l'esibizione! Quando non cantate abbassate il braccio col microfono, rilassatevi! Rimanere col braccio ingessato è sinonimo di insicurezza. A maggior ragione se usate l'asta non avete bisogno di usare le mani per tenere il microfono, usatele piuttosto per aprirvi al pubblico e aiutarlo “visualizzare” quello che state cantando)
  • Rilassati stai "solo" cantando (le sorti del mondo non dipendono dalla tua esibizione, ricordati sempre che suonare in inglese si dice TO PLAY proprio come giocare! Allora gioca con la tua voce, con il pubblico e con il tuo corpo, torna bambino e divertiti senza che il giudizio di nessuno blocchi i tuoi movimenti)
  • Tremarella? Respira a fondo ed apriti poco per volta (la tremarella colpisce tutti o quasi soprattutto tra i non professionisti! Personalmente penso che per vincere questo effetto collaterale della paura bisogna respirare profondamente e ascoltarsi come se si stesse cantando per se stessi chiusi in casa. L'ascolto da sicurezza, apri gli occhi e continua ad ascoltarti la gente capirà questo sforzo e lo apprezzerà, da li in poi è tutto in discesa lasciati andare poco per volta. Preferisco questo approccio a quello “mi butto sul palco e spacco tutto!” per esperienza personale posso dire che spacco tutto + tremarella non danno un risultato spesso catastrofico :-) )
  • Guardare i grandi interpreti (guarda i tuoi artisti preferiti come stanno sul palco, che differenze trovi col tuo modo di fare? Cosa puoi rubare da loro? Cosa invece preferisci non fare e perché? Poniti sempre delle domande)

Che altro dire se non che si sta bene col proprio corpo in una determinata situazione più ci si viene a trovare, quindi l'esperienza vi verrà in soccorso rendendo il vostro modo di stare sul palco più sicuro, comunicativo e appropriato.
Non abbattetevi davanti ad una prima brutta esibizione datevi tempo e CERCATE SEMPRE DI IMMAGINARVI VISTI DAL DI FUORI! ;-)





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Ansia VS Presenza scenica 1: Preparazione

ARRIVARE PREPARATI AL CONCERTO



Iniziamo da una ovvietà che ha a che fare con il lato psicologico della faccenda: per avere un approccio positivo con l'idea di doversi esibire bisogna avere la coscienza apposto!
L'ansia da concerto è un moltiplicatore di emozioni, se siamo preparati possiamo convogliarla in modo che ci dia la carica giusta per affrontare l'esecuzione, se invece noi per primi non siamo convinti della nostra preparazione queste emozioni saranno autodistruttive.
Con il termine preparazione intendo una lista di cose che vi vado a sottoporre:

  • Aver affrontato e risolto le problematiche tecnico-vocali presenti nel brano
  • Non aver dubbi sulla struttura e sulla tonalità del brano (mettersi nell'orecchio la prima nota del concerto prima di salire sul palco aiuta a combattere la confusione mentale che si abbatte sempre puntuale sulla prima nota della prima canzone del concerto!!!)
  • Conoscere il testo a memoria (essere legati ad un foglio può essere molto pericoloso soprattutto in esibizioni all'aperto e va certamente a minare la nostra efficacia di comunicazione emozionale col pubblico)
  • Sapere cosa vuole trasmettere il testo (non basta conoscere a memoria le parole, per saperle interpretare in maniera coerente sia col corpo che con la voce bisogna conoscere il messaggio di fondo del brano e per questo vi rimando al mio articolo sul sottotesto)
  • Essere soddisfatti del sound-check (spesso se non si è ad alti livelli questa è una utopia ma combattiamoci il più possibile!)
  • Lasciare i problemi personali fuori dall'esibizione (purtroppo non sempre quando dobbiamo cantare abbiamo veramente voglia di farlo ma cerchiamo di dare il massimo sempre concentrandoci sull'esibizione e abbandonando fuori i problemi della vita quotidiana)

Tutte queste premesse, se soddisfatte,ci tranquillizzano dandoci la sicurezza di aver fatto tutto quello che serviva per prepararci, ricordiamoci che in questi momenti saremo i più severi giudici di noi stessi e non perderemo occasione per rinfacciarci (ahimè proprio prima di salire sul palco o peggio ancora durante l'esibizione) le nostre varie mancanze.
Risolviamo questi punti in maniera meticolosa perché l'esibizione deve essere un momento di piacere in modo tale che il pubblico tragga gioia dalla nostra sicurezza. Sicurezza che solo la preparazione ci può dare, NON RIDUCETEVI ALL'ULTIMO MOMENTO ALTRIMENTI QUELLE NEL VIDEO QUI SOTTO POTREBBERO ESSERE LE CONSEGUENZE! :-D






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Ansia VS Presenza scenica: MENU


Ciao a tutti e benvenuti in questa nuova sezione del mio blog! :-)

Vorrei esaminare contemporaneamente 2 aspetti molto importanti per un cantante: l'ansia da concerto e la gestione del palco (presenza scenica).

Preferisco trattare contemporaneamente questi 2 aspetti perché li ritengo profondamente collegati!
Non è semplice parlare di argomenti come questi dato che ognuno di noi, avendo una personalità a sé stante, dovrebbe interagire con il palco in maniera diversa  però ho purtroppo notato che in molte esibizioni canore anche di buon livello c'è una scarsa presenza scenica di base.
Quindi, premettendo che non esistono delle regole valide per tutti, mi permetto di iniziare questa sorta di raccolta di consigli per aiutare i miei gentili lettori a rapportarsi con il pubblico, il palco e soprattutto con sé stessi nella maniera più efficace e meno ansiogena possibile.
Non pensate di essere negati solo perché prima di un'esibizione vi vedete passare tutta la vita davanti e desiderate ardentemente scrivere il vostro testamento prima che sia troppo tardi! :-)
Ci siamo passati tutti, con la pratica e l'esperienza si migliora sia l'approccio mentale che quello fisico.
Fatevi coraggio e ricordate che Jim Morrison all'inizio della sua carriera con i Doors cantava di spalle per la paura di dover affrontare lo sguardo del pubblico ma nonostante questo... cos'è diventato?

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